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Blockchain e lusso: il nuovo binomio del mondo virtuale

Il mercato del lusso è sempre più intrecciato con le ultime frontiere tecnologiche, proprio come la blockchain: scopriamo cos’è, come funziona e gli ultimi trend del lusso nel metaverso.

02/11/2022

Il mercato del lusso è sempre più intrecciato con le ultime frontiere tecnologiche, proprio come la blockchain, il cui utilizzo si sta diffondendo tra i brand di alta moda all’interno del mondo virtuale. Scopriamo cos’è la blockchain e come funziona, oltre agli ultimi trend del lusso nel metaverso, dal mercato immobiliare a quello della moda.

INDICE:

Cosa sono le blockchain e come funzionano

Blockchain e lusso: cosa sono - Santandrea Luxury Houses Non è certamente facile spiegare dettagliatamente cos’è e come funziona la blockchain senza addentrarci in tecnicismi informatici, che non sono molto adeguati al contesto. È comunque possibile spiegare cosa sono le blockchain e il loro funzionamento a un livello più generale, finalizzato a capire come questa tecnologia si intrecci con il mondo del lusso, come evidenzia l’espressione blockchain luxury. La blockchain - come richiamato dalla stessa parola inglese - è una tecnologia che permette di creare catene temporali di blocchi, ovvero specifiche strutture di dati che hanno la peculiarità di essere uniche e autentiche, in quanto assolutamente non modificabili. Le blockchain, dunque, sono catene che permettono di generare delle certificazioni digitali di autenticità e consentire così transazioni - sotto forma di scambio di dati - e tracciamenti che garantiscono unicità e originalità di opere d’arte, prodotti di lusso, videogiochi e articoli di alta moda. L’autenticità di tali contenuti digitali viene certificata dagli ormai noti NFT (Non Fungible Token), ovvero dei veri e propri certificati di autenticità digitale che identificano dei contenuti virtuali intangibili.

Entrando nel merito dei prodotti di lusso, la blockchain consente dunque anche la creazione di una sorta di “passaporto digitale” dei prodotti, che offre agli utenti un mezzo sicuro e verificato per verificare l’intera storia del prodotto posseduto, a cominciare dalle materie prime fino al processo di acquisto, oltre ad altre informazioni sulla data di produzione, il numero di serie, tutti i materiali coinvolti e la loro provenienza. Questo passaporto digitale per i prodotti di lusso non è ancora entrato definitivamente in uso, anche a causa di alcune criticità relative al suo utilizzo, come l’eccesso di condivisione di informazioni - il lato “oscuro” della trasparenza. Ma alcune ipotesi di soluzione esistono già, come la possibilità per i brand di decidere a quali informazioni dare accesso o meno, nascondendo magari qualche dato negativo interno (cali di vendite o “segreti” aziendali relativi alla realizzazione di alcuni prodotti). Insomma, i più famosi marchi del mercato di alta fascia si stanno attrezzando, dunque l’ingresso della blockchain a pieno titolo nel mondo del lusso è solo una questione di tempo.

Alla scoperta del binomio tra blockchain e lusso

Blockchain e lusso: cosa sapere sul binomio - Santandrea Luxury Houses Ma il connubio tra la blockchain e il lusso è già iniziato, come testimonia la partnership molto particolare - che si potrebbe definire di blockchain fashion - stretta all’inizio della primavera del 2021 da tre dei maggiori gruppi concorrenti nel mercato della moda: LVMH, Prada e Richemont, che insieme possiedono ben 103 case di moda. Da qui sono nate molte iniziative legate agli NFT nel panorama mondiale della moda. Oltre alla blockchain LVMH, infatti, anche Adidas ha stretto una partnership con Prada per realizzare un’opera d’arte NFT “Create it yourself”. In particolare, il consorzio blockchain Aura, inizialmente avviato da LVMH e dai partner tecnologici ConsenSys e Microsoft, è stato incaricato di affrontare la questione, anticipata poche righe fa, del passaporto digitale per i prodotti di alta moda, a partire da temi quali la tracciabilità dei beni di lusso e la loro identità digitale unica e univoca. Dall’introduzione della blockchain nel mondo del lusso, anche la sfida della sostenibilità ne potrebbe trarre vantaggio - come scriviamo in un articolo dedicato.

Sì, perché una certificazione digitale permetterebbe anche ai brand di dimostrare il loro impegno nella riduzione dell’impatto ambientale e sociale causato dalla loro attività produttiva e di vendita. Come nel caso di LUXO token, l’NFT utilizzato all’interno della piattaforma Virgo (sviluppata da Luxochain in partnership con PwC, Temera e Var Group), pensata per consentire ai marchi produttori di autocertificare ogni prodotto in varie modalità, compresa quella delle certificazioni blockchain, al fine di tracciare tutto il ciclo di vita di un prodotto. Così i brand di moda hanno la possibilità di garantire la massima trasparenza rispetto alla filiera di distribuzione, all’origine dei capi, alla materia prima utilizzata, alla sostenibilità etica del prodotto e al suo impatto sull’ambiente e la società. Una trasparenza e un impegno verso sostenibilità che, sempre di più, rappresentano dei valori essenziali per tutti quei brand che vogliano instaurare una relazione di fiducia e fidelizzazione verso i propri clienti.

Tutto sul lusso nel metaverso: dal mercato immobiliare alla moda

Blockchain e lusso: metaverso immobiliare e moda - Santandrea Luxury Houses Il ruolo sempre più centrale del mondo virtuale, ovvero del metaverso, all’interno del mercato del lusso è un trend che sta vivendo una crescita esponenziale negli ultimi due anni. Lo testimoniano sia la crescita del mercato immobiliare di lusso nel metaverso sia i massicci investimenti dei più famosi brand di moda proprio sul mondo virtuale, culminati, a livello di immagine, con la Metaverse Fashion Week. Cominciando dal primo dei due trend, c’è da dire che i beni di lusso per antonomasia nel mondo reale sono gli immobili di pregio, ovvero le case di lusso. E anche nel metaverso si sta affermando questa tendenza, dato che i terreni e le ville virtuali sono diventate uno degli investimenti preferiti di VIP e grandi aziende negli ultimi mesi. Nel corso del 2021 sono stati spesi circa 500 milioni di euro in immobili virtuali, mentre per il bilancio del 2022 dobbiamo attendere ancora qualche mese, anche se le stime ipotizzano che la somma sia almeno raddoppiata, fino a superare il miliardo di euro. Passando al mondo della moda di lusso, in una nostra recente analisi relativa ai trend virtuali del lusso, abbiamo rilevato come siano già molti i brand siano sbarcati nel metaverso, tra cui anche Gucci, Dolce & Gabbana, Balenciaga, Louis Vuitton e Moncler.

Questi marchi di alta moda testimoniano come il mercato degli abiti e degli accessori di lusso nel mondo virtuale sia già fiorente, anche sulla scia dei molti VIP che hanno aperto la strada all’acquisto di prodotti virtuali firmati e di design. Secondo una stima dell’istituto di credito Morgan Stanley, il mercato del mondo virtuale coprirà più del 10% del mercato totale dei beni di lusso entro il 2030, per una cifra che si aggira intorno ai 45 miliardi di euro. Ma anche il mondo delle opere d’arte non è esente dal trend di crescita del metaverso. La cosiddetta crypto art è infatti sempre più in voga. Con l’espressione “crypto arte” si intende genericamente l’arte digitale, ovvero tutto quell’insieme di opere digitali o opere fisiche successivamente digitalizzate, alla base di una fitta rete commerciale di beni acquistabili e vendibili come contenuti esclusivi, anche in apposite gallerie d’arte virtuali. E a cifre elevatissime. Basti pensare che, nell’arco del 2021, la crypto arte ha generato un indotto di circa 25 miliardi di euro, crescendo esponenzialmente dai circa 95 milioni di dollari del 2020, in attesa di scoprire il bilancio del 2022. È dunque ormai evidente che il mondo virtuale è sempre più centrale quando si parla di business e di lusso, e non soltanto per quanto riguarda l’arte o l’alta moda, ma anche rispetto al mercato immobiliare e a tutta quella rete commerciale, ormai fiorente, basata sullo scambio di criptovalute da accumulare nei propri portafogli virtuali.



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